Copertina Settembre

UN TOUR NEL PERIODO PIÙ BELLO DELL’ESTATE: SCOPRI DELFINOBLU ANCHE A SETTEMBRE E OTTOBRE

Siamo al lavoro da prima ancora che iniziasse l’estate, come ogni anno. È emozionante preparare la nostra imbarcazione per la stagione che sta per arrivare, una stagione che speriamo sempre si riveli intensa, impegnativa, fatta di sole, mare e tanta nuova gente da conoscere e accompagnare alla scoperta delle meravigliose grotte del Salento.

Eppure, chissà come mai, sono proprio i mesi di settembre e ottobre quelli che ci regalano più emozioni, nonostante l’estate ci sembri ormai un caro ricordo. Ecco perché.

Clima mite, tranquillità e giochi di luce.

Anche se l’estate si caratterizza per il caldo, le giornate interminabili e i tantissimi turisti che decidono di trascorrere le vacanze qui nel Salento, settembre rappresenta uno dei periodi migliori per potersi godere una bella escursione alle grotte a cavallo tra Ionio e Adriatico, per una serie di motivi che descriveremo subito.

In primo luogo, il clima meno torrido dei giorni da bollino rosso di luglio e agosto permette di rilassarsi in barca e di non soffrire eccessivamente il caldo.

C’è tanto sole (da noi è estate anche a ottobre, se siamo fortunati) ma non dà fastidio, c’è meno traffico per strada, in spiaggia e sì, anche in mare, il ché rende molto più piacevole la navigazione alla scoperta delle grotte e delle coste salentine.

Da non sottovalutare, poi, i meravigliosi giochi di luce che solo il sole di settembre sa regalare con i suoi raggi che, insinuandosi tra le cavità delle grotte, regalano uno spettacolo di luci e colori unico e suggestivo.

E allora perché perdersi tutto questo?

Perché non approfittare del dolce sole di settembre e della tranquillità di ottobre per fare una bella escursione con DelfinoBlu?

Perché scegliere DelfinoBlu.

Sono tante le aziende e i professionisti specializzati nei tour in barca e nelle escursioni alle grotte del Salento. Tutti molto esperti e ottimi conoscitori delle grotte.

DelfinoBlu, però, ha la fortuna di avere nel suo team Davide e Simone, i titolari, che sono ex pescatori e del mare conoscono ogni peculiarità e sfaccettatura, perché hanno avuto la possibilità di viverlo per anni in lungo e in largo e tutta la loro esperienza, tutto l’amore e la passione che hanno coltivato, vengono trasferiti direttamente ai nostri ospiti.

Per garantire un’esperienza unica e personalizzata a chi sceglie DelfinoBlu, inoltre, disponiamo di una sola imbarcazione, un gozzo vintage, molto caratteristico e dotato di tutti i comfort, gestito direttamente da noi, senza delegare a qualcun altro il compito di accompagnare i clienti, perché ci teniamo a garantire un rapporto unico e dedicato a ognuno.

Se poi a tutto questo aggiungiamo anche un gustoso e piacevole aperitivo a bordo durante la navigazione, beh… allora è proprio il caso di affidarsi a DelfinoBlu!

——————————————————————————

Vuoi vivere un’esperienza indimenticabile tra Ionio e Adriatico alla scoperta delle grotte e delle meraviglie delle coste salentine, a bordo di una barca super accessoriata e confortevole? Contattaci e prenota la tua escursione con Delfino Blu!

Informazioni

I nostri tour, della durata di circa 3 ore, partono tre volte al giorno dal porto di Torre Vado, alle 9.00 e alle 13.00.

Durante l’escursione si effettueranno due soste per poter fare il bagno e tuffarsi nelle favolose acque cristalline e, inoltre, si potrà gustare anche un piacevole rinfresco a bordo. Clicca sul pulsante in basso e contattaci subito per prenotare il tuo posto!

Copertina snata maria di leuca salento

Santa Maria di Leuca e la leggenda di Leucasia

Abbiamo parlato spesso, nel nostro blog, delle particolarità del Salento, dai piatti tipici, alle spiagge più belle, alle cose più interessanti da fare. Oggi vogliamo raccontarvi un’antica leggenda da cui deriverebbe il nome di Leuca, attrazione principale dei nostri tour alle grotte a cavallo tra Adriatico e Ionio. Forse non tutti conoscono la storia di Leucasia, protagonista di un’intrigata vicenda di amore e gelosia. Scopriamola insieme.

Da Leucasia a Santa Maria di Leuca

Leuca è la città più a sud dello stivale, nell’estremo tacco d’Italia. È una delle località più popolari e apprezzate del Salento e della Puglia, meta di turisti da tutto il mondo per via della sua suggestiva posizione tra i due mari.

Ma come mai la località prende il nome di Santa Maria di Leuca?

La Madonna di Leuca oggi è considerata la protettrice dei pescatori e degli uomini del mare per un celebre episodio che sarebbe avvenuto attorno al XVI secolo. Si narra che durante una forte burrasca, ella riuscì a salvare tutti gli abitanti della località e i pescatori impegnati in mare. Il nome, invece, deriva da una suggestiva leggenda che vogliamo raccontarvi.

La Leggenda del nome di Santa Maria di Leuca

I protagonisti della vicenda sono Leucasia, una bellissima sirena dal canto armonioso, quasi ipnotico, alla quale nessuna creatura aveva mai saputo resistere, nessuna tranne Melisso, un giovane pastore che era solito pascolare le sue pecore sugli scogli.

Alla vista di Melisso, Leucasia si innamorò perdutamente quasi all’istante, ma il cuore del ragazzo batteva già per un’altra donna, Ristula.

Vista di Punta Meliso

La gelosia accecò la povera Leucasia, che tramò la sua vendetta contro la coppia di innamorati. Un giorno, attese che Melisso e Ristula scendessero sugli scogli per una passeggiata romantica e subito fece scatenare una furibonda tempesta che fece annegare inesorabilmente i due amanti.

Accecata dalla gelosia, si assicurò che i loro corpi finissero il più lontano possibile l’uno dall’altro.

La dea Minerva assistette alla terribile vicenda e impietosita dalla triste fine dei due giovani innamorati, decise di offrire loro l’eternità, pietrificandone i corpi che da allora costituiscono i promontori più estremi che delimitano la località: Punta Meliso e Punta Ristola, due estremità vicine, che abbracciano insieme una grande superficie d’acqua ai confini della terra, ma destinate a non toccarsi mai.

La fine di Leucasia

La sirena, invece, in preda ai sensi di colpa per la sua terribile azione, chiese anch’ella di essere pietrificata per sempre. Così, grazie all’intervento di Minerva, divenne la bianca città di Leuca che tutti amano.

Visitare Leuca, tuffarsi nel suo splendido mare e ammirare i suoi suggestivi promontori avrà tutto un altro significato aver conosciuto questa affascinante leggenda. Goditi la bellezza di questa fantastica località nell’estremo sud Italia con un tour alle grotte con DelfinoBlu.

Clicca sul pulsante in basso e contattaci subito per prenotare il tuo posto. Ti aspettiamo!

Pasticciotto-leccese

5 piatti tipici salentini da non perdere

Il Salento è sole, mare, folklore. Ma è anche buona cucina e tradizioni antiche che affondano le loro radici nella cultura contadina, che ci ha lasciato in eredità prelibatezze uniche tutte da gustare. Tra sagre estive, ristoranti, trattorie ma soprattutto case di nonne e mamme salentine, c’è sempre la possibilità di assaggiare qualcosa di buono. Vediamo insieme i 5 piatti tipici da non perdere.

Ciceri e tria

Quando si parla di cucina salentina, non si può non pensare al piatto più antico e forse più popolare in assoluto: ciceri e tria. È un piatto di pasta con ceci, sicuramente di influenza araba, ai tempi degli insediamenti in Puglia. La tria è un particolare tipo di pasta fritta, che viene bollita insieme ai ceci cotti, lasciati precedentemente a mollo. Per insaporire questa speciale pietanza si utilizzano sale, cipolla, pepe, aglio, foglie di alloro, olio extravergine di oliva e, per chi gradisce un gusto più deciso, del peperoncino.

Fave e cicorie

Un altro piatto da non lasciarsi scappare,  Fave e cicorie, rappresenta a pieno la tradizione della cucina povera salentina. Viene servita calda ma è comunque una pietanza abbastanza leggera, completamente a base di verdure, particolarmente indicata per le sere d’estate. Il purè di fave viene condito con aglio, cipolla, patata a fette, pomodoro e sedano e viene servito nello stesso piatto insieme alle cicorie.

Fave e Cicorie

Pezzetti di cavallo

La carne di cavallo è uno dei fiori all’occhiello della cucina salentina e viene servita in diverse varianti, tra le quali spiccano indubbiamente i pezzetti al sugo, i più saporiti. La carne viene cotta in un recipiente di terracotta, la celebre pignata, insieme al sugo, che viene preparato con passata di pomodoro, cipolla, sedano, carote, alloro, pepe nero, olio di oliva e, a piacimento, peperoncino. In alternativa si può optare per i panini farciti, tipici di sagre, notti bianche e feste patronali o il cavallo speziato alla brace.

Scapece gallipolina

Chi visita Gallipoli, la perla dello Ionio, non può non aver notato le bancarelle di scapece, nei suoi caratteristici contenitori in legno, protagonisti indiscussi di sagre e feste patronali di tutto il Salento. La sua storia è molto antica e risale ai tempi in cui, durante le carestie, bisognava fare scorte di cibo che non costasse molto e che si potesse conservare a lungo. È un piatto tipico della città di Gallipoli e rappresenta una vera delizia a base di pesci piccoli fritti nell’olio di oliva e lasciati a marinare nell’aceto con molliche di pane e zafferano, il quale dona loro un sapore intenso e il tipico colore giallognolo.

Pasticciotto

Dulcis in fundo. Letteralmente. Il Pasticciotto è il dolce tipico della tradizione salentina, il re delle colazioni nel Tacco d’Italia. Tuttavia, può essere gustato in qualsiasi momento della giornata, meglio se accompagnato da un bel bicchiere di caffè in ghiaccio. I pasticciotti tradizionali sono formati da un guscio caldo e friabile di pasta frolla, ripieno di crema pasticcera. Esistono poi altre varianti, che prevedono un’amarena ad accompagnare la crema o, in alternativa, confetture di frutta o nutella al posto di quest’ultima. Ma lasciatecelo dire: il vero pasticciotto va assaporato nella sua ricetta tradizionale!

Pasticciotto Leccese

Tra ristoranti, trattorie, bar, pasticcerie e friggitorie, il Salento saprà come deliziare il tuo palato da colazione a cena, passando per il pranzo e l’aperitivo. Provare per credere!

copertina Grotte del Salento

Alla scoperta delle grotte salentine

La lunghissima costa salentina, abbracciata dai mari Adriatico e Ionio, è in grado di accontentare proprio tutti, dagli amanti delle spiagge basse e sabbiose, a chi preferisce invece le bianche scogliere. In questo variegato contesto si inseriscono perfettamente le grotte del Salento, nate in seguito a fenomeni carsici che negli anni hanno causato la loro formazione.

Molte grotte sono conosciute da tutti, turisti e locali, ma alcune di esse, un po’ meno note, possono rappresentare una novità anche per molti salentini. Tutte le grotte della nostra terra meritano di essere visitate, sia per l’alto valore storico, sia per la loro bellezza. Scopriamo insieme quali sono e cosa hanno di particolare.

Grotte a Torre dell’Orso

La zona di Torre dell’Orso, ubicata a diversi chilometri da Otranto, presenta una costa frastagliata con tantissime grotte di piccole dimensioni, utilizzate in passato come rifugio dai pescatori.
Tra queste, la più conosciuta è sicuramente la Grotta di San Cristoforo. Essa è però probabilmente stata realizzata dall’uomo diversi secoli avanti Cristo.
L’importanza di questa grotta è senza dubbio il suo valore culturale, poiché è qui che sono state ritrovate antichissime iscrizioni nella roccia, sia in lingua greca che latina, le quali testimoniano come il posto fosse una sorta di luogo di culto per i navigatori.

Grotte a Porto Badisco

Spostandosi verso Otranto, la costa si presenta ricca di grotte e insenature che rendono questa zona una delle più attrezzate dagli appassionati di snorkeling.

A sud di Otranto ci si affaccia sulla baia di Porto Badisco, un porto naturale formatosi nei millenni per la presenza di un antico fiume che ha creato nel corso degli anni molte manifestazioni carsiche nelle rocce.

Il più importante sito storico della zona, testimonianza della presenza dell’uomo anche in epoca preistorica è senza dubbio la Grotta dei Cervi.

Grotta dei Cervi

Questa grotta può essere ammirata via mare e soltanto dall’esterno, poiché al momento non è accessibile al pubblico a causa degli importanti ritrovamenti archeologici all’interno. Qui risiedettero i primi abitanti di queste coste più di quattromila anni fa.

La grotta prende il nome dai graffiti presenti al suo interno che raffigurano delle battute di caccia al cervo. È molto profonda e si addentra nelle viscere della terra per circa tre chilometri lungo tre diversi corridoi.

Grotte tra Santa Cesarea e Castro Marina

Scendendo ulteriormente lungo la costa adriatica salentina, si raggiungerà una fascia costiera ricchissima di fenomeni carsici nell’area che comprende Santa Cesarea Terme e Castro Marina.

Le grotte di Santa Cesarea sono celebri per le loro acque termali, i cui effetti curativi erano già noti nel Quattrocento.

Le acque di sorgente scorrono sottoterra fin da Porto Badisco, e si arricchiscono di proprietà minerali di tipo sulfureo-salso-bromo-iodiche ed emergono a Santa Cesarea presso quattro grotte collegate al mare: Gattulla, Fetida, Solfurea e Solfatara. Proprio su queste grotte sorge oggi lo stabilimento termale.

Proseguendo lungo la costa, si arriverà a Castro, che non presenta alcuna spiaggia ma solo rocce aspre e a picco sul mare. Il punto migliore dove fare il bagno a Castro è sicuramente nei pressi della famosissima Grotta Zinzulusa, probabilmente la più conosciuta del Salento, che regala un suggestivo spettacolo per la vista, aprendosi sul mare ed essendo, tuttavia, visitabile anche da terra. Il suo nome deriva dagli “zinzuli”, cioè “stracci appesi”, il nome dialettale che veniva dato dal popolo alle grandi stalattiti di cui la grotta è ricca.
Assieme alle stalagmiti, assumono spesso forme fantasiose che solo la natura è in grado di concepire contribuendo a fare di questa grotta una grande attrazione per i turisti e visitatori.

La Grotta Zinzulusa si sviluppa in tre parti principali.

La prima è la “Conca”, dove si trovano stalattiti e stalagmiti di grandi fattezze, un primo laghetto di acqua dolce e un altro laghetto detto “Trabocchetto” con acque molto limpide e cristalline.

La seconda parte è la “Cripta” o “Duomo”, un’area di dimensioni minori ma molto alta, in grado di raggiungere circa 25 metri; l’ultimo tratto è il “Cocito”, un bacino chiuso che grazie all’estremo isolamento è diventato un vero e proprio ecosistema subacqueo.

La grotta, oltre ad essere raggiungibile via terra può essere visitata anche dal mare, attraverso gire in barca e tour organizzati.

Poco distante dalla Zinzulusa si trova la Grotta Romanelli, molto piccola ma ricca di reperti, che ha portato alla luce nei primi anni del Novecento. È chiusa al pubblico, ma si può vedere dal mare.

In zona si trova anche la Grotta Azzurra, visitabile solo dal mare. È poco profonda e viene chiamata così per il particolare colore che le acque assumono grazie al continuo rifrangersi della luce.

Infine, la zona adriatica ci offre anche altre grotte, sicuramente meno conosciute, tutte con accesso esclusivamente via mare. Esse sono la Grotta delle Striare o Grotta delle Streghe, che prende questo nome per la forma delle sue rocce, ovvero mani femminili con unghie lunghissime che hanno alimentato, negli anni la leggenda secondo cui questa grotta fosse popolata da streghe.

Le grotte di Leuca e dintorni

La costa di Santa Maria di Leuca, quella che si affaccia sull’Adriatico, presenta rocce alte a picco sul mare che di tanto in tanto rivelano diverse grotte suggestive, raggiungibili via mare e nei cui pressi è possibile anche praticare immersioni ed escursioni.

Queste grotte non sono di origini carsiche, perché nella maggior parte dei casi sono state scavate nella roccia direttamente dalle onde del mare. Di questo gruppo di grotte fanno parte la Grotta delle Cazzafre, la Grotta del Brigante, la Grotta del Pozzo, e poi Le Mannute, Lu Vangare e Montelungo.

Santa Maria di Leuca

Il tratto più bello e suggestivo della zona è sicuramente quello dell’insenatura del Ciolo, nei pressi di Gagliano del Capo, un vero e proprio gioiello che si staglia altissimo sul mare e dalle cui rocce alcuni coraggiosi si lasciano andare in tuffi spettacolari, tanto da rendere la zona una delle più apprezzate anche online. Il Ciolo presenta una piccola spiaggetta ciottolosa dove ogni estate si affollano i bagnanti, con graduale accesso al mare.

Perfette per le escursioni in barca e i tour organizzati sono, invece, alcune grotte vicine: la Grotta delle Prazziche lunga quaranta metri; la Grotta Grande (o Grotta dei Passeri o Grotta degli Spiriti), profonda cento metri e alta trenta; la Grotta Piccola, che, a dispetto del suo nome, è profonda circa un centinaio di metri.

L’altro versante di Leuca, quello che si affaccia sul mar Ionio, nei pressi di Punta Ristola, consente di scendere a piedi presso la Grotta Porcinara, alta 15 metri e profonda 30, rifugio dell’uomo in epoca messapica e romana dall’VIII al II secolo avanti Cristo, utilizzata da entrambi i popoli come luogo di culto.

Poco distante da qui si trova la Grotta del Diavolo, chiamata così per gli inquietanti suoni che venivano fuori da essa, per via delle onde che si infrangevano al suo interno. Anch’essa è poco profonda e in passato era considerata un luogo di culto per i marinai greci e latini.

Tra le grotte di piccole dimensioni della zona non possiamo dimenticare la Grotta dei Giganti, che ha riportato alla luce ossa di pachidermi, scambiate erroneamente per giganti; la Grotta del Bambino, in cui è stato trovato un molare di un antichissimo bimbo. Essa è collegata con la Grotta delle Tre Porte che mostra tre differenti accessi al mare. La Grotta del Presepe, invece, presenta alcune formazioni carsiche che ricordano il presepe; nella Grotta Cipollina sono stati rinvenuti utensili preistorici; la Grotta del Drago mostra un particolare scoglio che assomiglia alla testa di un drago. E infine, per concludere il quadro, la Grotta degli Innamorati, la Grotta della Stalla e la Grotta del Fiume.

Grotte a Porto Selvaggio

Salendo lungo il litorale ionico, all’altezza della costa di Nardò e in particolare di Porto Selvaggio e Baia di Uluzzo, troviamo alcune cavità rocciose, tra le quali, raggiungibile facilmente a nuoto, si trova una piccola grotta. 

Nei pressi della Baia di Uluzzo sorgono poi altre grotte, la più importante delle quali è la Grotta di Capelvenere, chiamata in questo modo per via di una pianta che cresce nella zona, ovvero la felce di capelvenere..

Grotte a San Foca

Nell’alto Adriatico, in particolare nei pressi di San Foca, si può ammirare la Grotta degli Amanti,così chiamata perché secondo la tradizione qui un tempo vi trovarono rifugio due innamorati e, da allora, in primavera il vento suona come se ancora si sentissero i loro sospiri.

Bellissima e spettacolare e, forse, tra le più conosciute da turisti e salentini, è la Grotta della Poesia a Roca Vecchia, subito a sud di San Foca, che abbiamo voluto lasciare per ultima nella nostra guida. Si caratterizza per essere molto frequentata dai bagnanti nel periodo estivo, probabilmente a causa della sua bellezza, che si può ammirare completamente dall’alto, e dalla sua forma che le ha fatto conquistare l’appellativo di “piscina naturale”. È accessibile direttamente via terra e si divide in “Poesia Grande” e “Poesia piccola”, due grotte i cui tetti sono crollati e oggi si mostrano a cielo aperto, regalando uno spettacolo unico.

———

Scegli Delfino Blu

Vuoi vivere un’esperienza indimenticabile tra Ionio e Adriatico alla scoperta delle grotte e delle meraviglie delle coste salentine, a bordo di una barca super accessoriata e confortevole? Contattaci e prenota la tua escursione con Delfino Blu!

Informazioni

I nostri tour, della durata di circa 3 ore, partono tre volte al giorno dal porto di Torre Vado, alle 9.00, orario in cui sarà possibile assistere al fantastico gioco di luci creato dai raggi del sole che si insediano all’interno delle grotte e creano un’atmosfera unica e suggestiva, alle 13.00 e alle 16,30, l’ora perfetta per godersi il meraviglioso spettacolo tramonto salentino, con il sole che scivola lento dietro l’orizzonte.

Durante l’escursione si effettueranno due soste per poter fare il bagno e tuffarsi nelle favolose acque cristalline e, inoltre, si potrà gustare anche un piacevole rinfresco a bordo.

Clicca sul pulsante in basso a sinistra e contattaci subito per prenotare il tuo posto!

Delfino Blu Escursioni Salento (1)

LE GROTTE DI LEUCA: SCOPRI IL TOUR IN BARCA DI DELFINOBLU

La parte meridionale del Salento si caratterizza per la presenza dei due mari, Adriatico e Ionio, che abbracciano la costa che fa da cornice alla meravigliosa Santa Maria di Leuca. Qui la natura ci offre un panorama mozzafiato, ricco di scogliere a picco sul mare e di particolari grotte che ricamano tutta la riviera salentina. I nomi che sono stati attribuiti loro nel corso degli anni dai pescatori e dalla gente del posto derivano dalle caratteristiche strutturali o dalle leggende che ruotano attorno alla loro storia.

Punta Ristola e Punta Meliso

La baia di Santa Maria di Leuca è abbracciata da due lunghe scogliere: Punta Ristola e Punta Meliso. La prima è la più a sud del Capo di Luca, la seconda invece è celebre per la sua posizione, esattamente tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico. La leggenda narra che nei dintorni si aggirasse la Dea Leucasia, che aveva il potere di far innamorare chiunque la guardasse negli occhi. La sua formidabile facoltà, però, non funzionò con il bellissimo pescatore Melisso, il quale era innamorato, invece, di una fanciulla di nome Aristula. La dea, umiliata, decise di affogare la coppia di innamorati nel mare di Leuca.

 

Punta Meliso

La Dea Minerva, avendo assistito impotente a tutta la vicenda, mossa da estrema pietà, decise di prelevare i corpi degli innamorati e seppellirli alle due estremità delle scogliere che circondano la baia, che da allora presero il nome di Punta Ristola e Punta Meliso.

Grotta del Drago

La grotta del Drago è una delle più grandi della zona e deve il suo nome alla presenza, al suo interno, di un enorme scoglio che funge da pilastro per il soffitto e che, sia per il colore verdastro, sia per la forma particolare, ricorda la testa di un drago. In passato, la grotta veniva utilizzata dai pescatori come riparo da eventuali temporali, poiché il porto di Leuca risultava particolarmente distante in quel tempo, considerando che le imbarcazioni non erano così prestanti come quelle attuali.

Grotta del Presepe

La grotta del Presepe si caratterizza per la particolare unione tra stalattiti e stalagmiti presenti al suo interno che dà vita a colori unici e suggestivi e da sempre incanta la vista dei pescatori e navigatori, così tanto da dare l’impressione di trovarsi di fronte alla riproduzione della natività.

 

Grotta del Presepe

Grotta delle Tre Porte

La grotta delle tre porte è stata la prima ad essere utilizzata dai barcaioli, ad uso turistico. Le sue tre arcate consentono l’accesso alla grotta e danno il nome all’intero complesso roccioso.

Grotta del Soffio

La grotta del soffio offre uno scenario magico a chi si avvicina a visitarla, rigorosamente a nuoto o in barca; essa regala un fantastico gioco di luci e colori, in base al moto delle onde.

Alla scoperta delle grotte di Leuca con Delfino Blu

Delfino Blu Escursioni è un’azienda a conduzione familiare che due fratelli ex pescatori, Davide e Simone, hanno deciso di rilevare nel 2019 per condividere con i propri ospiti l’amore per il mare, l’esperienza e la conoscenza del territorio, quella che hanno saputo imparare dai loro antenati e che viene tramandata di generazione in generazione. Per svolgere quest’attività di promozione turistica e territoriale ci serviamo di un’imbarcazione confortevole e curata nei minimi dettagli, Delfino Blu per l’appunto, che può ospitare fino a 18 passeggeri, un numero relativamente contenuto per consentire il massimo comfort a bordo e la giusta attenzione a ogni esigenza, per un’escursione unica e divertente.

Il nostro staff è pronto a farti scoprire il Salento da un’altra prospettiva, attraverso un tour indimenticabile alla volta delle Grotte del Mar Ionio e del Mar Adriatico, facendoti toccare con mano la differenza tra le coste dei due versanti e perché no, magari impreziosendo l’escursione con un bel tuffo nelle acque cristalline che solo il mare del Tacco d’Italia può regalarti!

————————————————————

Vuoi vivere un’esperienza indimenticabile tra Ionio e Adriatico alla scoperta delle grotte e delle meraviglie delle coste salentine, a bordo di una barca super accessoriata e confortevole? Contattaci e prenota la tua escursione con Delfino Blu!

Informazioni

I nostri tour, della durata di circa 3 ore, partono tre volte al giorno dal porto di Torre Vado, alle 9.00, orario in cui sarà possibile assistere al fantastico gioco di luci creato dai raggi del sole che si insediano all’interno delle grotte e creano un’atmosfera unica e suggestiva, alle 13.00 e alle 16,30, l’ora perfetta per godersi il meraviglioso spettacolo tramonto salentino, con il sole che scivola lento dietro l’orizzonte.

Durante l’escursione si effettueranno due soste per poter fare il bagno e tuffarsi nelle favolose acque cristalline e, inoltre, si potrà gustare anche un piacevole rinfresco a bordo. Clicca sul pulsante in basso e contattaci subito per prenotare il tuo posto!

grotta-della-poesiaPH-FRANCESCO-GIANNOTTA-1

Le 10 spiagge più belle del Salento che devi assolutamente visitare

Una vacanza nel Salento che si rispetti passa necessariamente dal mare, tra coste alte e rocciose a spiagge di finissima sabbia dorata, a cavallo tra Ionio e Adriatico. Che dire, ce n’è davvero per tutti i gusti. Scopriamo insieme questa raccolta delle più belle spiagge del Salento da scoprire, visitare e fotografare per vivere un’estate fantastica nel meraviglioso Tacco d’Italia.

1. Punta Prosciutto – Porto Cesareo

Porto Cesareo si contraddistingue per la sua bianca sabbia sottilissima e per le acque cristalline che fanno letteralmente innamorare i visitatori da ogni parte del mondo.

Porto Cesareo – PH FRANCESCO GIANNOTTA

Punta Prosciutto, il suo fiore all’occhiello, è una delle spiagge in assoluto più richieste dai turisti anche per gli splendidi fondali rocciosi che sono tra le mete preferite dagli escursionisti per effettuare suggestive immersioni degne del mare dei Caraibi.

2. Porto Selvaggio – Nardò

Famosa soprattutto per il parco naturale che la circonda, la spiaggia di Porto Selvaggio è una tappa che ognuno di noi dovrebbe segnare in agenda e visitare almeno una volta nell’arco dei tre mesi più belli dell’anno per chi si trova in Salento. Si può raggiungere a piedi attraversando la pineta del parco con una passeggiata di circa venti minuti immersi nella vegetazione, tra profumi e sensazioni uniche, tipici della Macchia Mediterranea.

Arrivati al mare si noterà subito una bellissima scogliera con una spiaggia di ciottoli e sassolini, dalla quale si potrà ammirare un meraviglioso panorama e ci si potrà tuffare nelle fresche e rigeneranti acque turchesi, uno spettacolo anche per la vista.

Dalla spiaggia, volendo, si potrà imboccare un sentiero da percorrere a piedi per raggiungere la Torre dell’Alto, un vecchio forte aragonese che oggi accoglie il museo di biologia marina.

3. Torre Lapillo – Porto Cesareo

Ancora una volta nella nostra lista delle spiagge più belle del Salento, Porto Cesareo ed in particolare Torre Lapillo, si caratterizza per una spiaggia vastissima, tra le più lunghe della regione, in grado di regalare panorami mozzafiato e una fantastica barriera corallina da ammirare muniti di maschera e boccaglio.

4. Le Due Sorelle – Torre dell’Orso

Torre dell’Orso, località del versante adriatico vicino a Melendugno, offre quasi un chilometro di spiaggia bianca e finissima alle spalle della quale si distende una grande pineta, perfetta per i picnic al mare o per riposarsi all’ombra a pochi passi dalla spiaggia, durante le ore estive più calde.

Le due sorelle torre dell orso – PH FRANCESCO GIANNOTTA

La particolarità del posto, oltre alla cinquecentesca Torre dell’Orso che dà il nome al luogo, sono le Due Sorelle, i famosissimi faraglioni chiamati così da un’antica leggenda. Chi visita il Salento non può certo passare senza fermarsi almeno una giornata.

5. La Poesia – Roca Vecchia – Lecce

È conosciuta da tutti come La Grotta della Poesia, per l’ormai famosa leggenda che narra di una bellissima principessa che veniva a fare il bagno proprio qui, sotto gli occhi di poeti e cantastorie che accorrevano da ogni dove per ammirarla e comporre versi in suo onore.

In realtà il nome della grotta, ubicata a circa 20 chilometri da Otranto, in greco significa “sorgente d’acqua dolce”.

Grotta della poesia – PH FRANCESCO GIANNOTTA

Oggi è riempita, invece, dall’acqua del mare e può essere raggiunta sia in macchina, sia a nuoto o in barca. È tra i luoghi più caratteristici del Salento, che per vicinanza viene spesso inserita all’interno di tour più lunghi che prevedono una sosta anche a Torre dell’Orso.

6. Punta della Suina – Gallipoli

Entra di diritto nella top ten delle più belle spiagge del Salento anche Punta della Suina, denominata ufficialmente “i Caraibi dello Ionio”. Per raggiungerla bisogna prima attraversare una folta pineta, una delle più grandi di tutta la zona, per godere della meraviglia di due spiaggette dai bassi fondali di sabbia chiara, vicine tra loro.

La spiaggia è tra le più apprezzate e fotografate soprattutto nel tardo pomeriggio, perché dalla roccia che si protende verso il mare si possono ammirare bellissimi tramonti.

7. Porto Badisco – Otranto

Non è solo una meravigliosa terrazza sul mare, ma la culla della nostra civiltà, perché rappresenta il luogo dove, secondo Virgilio, sbarcò Enea durante la sua fuga dalla città di Troia. Ubicata tra Otranto e Santa Maria di Leuca, è costituita da una bellissima scogliera e un mare cristallino che si estende abbracciando grotte, insenature e la tipica vegetazione spontanea della zona.

8. Cala dell’Acquaviva di Marittima – Lecce

Sempre nel versante adriatico, Acquaviva si può raggiungere percorrendo la litoranea e scendendo lungo il Canale del Bosco.

Si caratterizza per le sue alte scogliere ricoperte di vegetazione e per la facilità con cui si accede in acqua, nonostante ci si trovi in una zona non certo sabbiosa.

Se si giunge in cima alle rocce dopo una breve arrampicata si potrà ammirare un panorama incredibile da una prospettiva unica, luogo prediletto dai coraggiosi che amano tuffarsi da diversi metri d’altezza

9. Castro Marina – Lecce

Se si preferiscono le lunghe scogliere e le grotte naturali, non si può non passare da Castro, la bianca località adriatica che nella sua parte bassa, la Marina, ci regala la Grotta della Zinzulusa, probabilmente la più famosa del Salento, chiamata così per le tantissime stalattiti e stalagmiti al suo interno che somigliano a tanti stracci appesi, gli zinzuli, per l’appunto.

Tuffarsi nell’azzurro mare di Castro è un’esperienza rigenerante per il corpo e per l’anima che può essere arricchita con una suggestiva escursione in barca all’interno della grotta.

10. Torre Mozza – Ugento – Lecce

Tra le spiagge più belle del Salento abbiamo voluto inserire anche la bella Torre Mozza, marina di Ugento, stavolta nel versante ionico.

È tra le più piacevoli località del lunghissimo litorale che si sviluppa lungo la costa occidentale della penisola ed è celebre per la macchia mediterranea che circonda l’intera zona e per il suo fondale basso e sabbioso, peculiarità che la rende una meta prediletta dalle famiglie con bambini che possono giocare tranquilli anche in acqua. A pochi passi dal bagnasciuga ci si trova davanti a lidi attrezzati e stabilimenti balneari, mentre gli amanti della quiete e del relax possono optare per altre spiaggette vicine, incontaminate completamente immerse nella natura e al riparo dal caos.

——————————————————————————————————

Vuoi vivere un’esperienza indimenticabile tra Ionio e Adriatico alla scoperta delle grotte e delle meraviglie delle coste salentine, a bordo di una barca super accessoriata e confortevole? Clicca sul pulsante WhatsApp in basso a sinistra e contattaci subito per prenotare il tuo posto o qualsiasi altra informazione!

download

5 Cose da fare nel Salento dopo la quarantena

In giro è pieno di guide e itinerari sul Salento e il web pullula di
consigli per rendere uniche le vacanze nel Tacco d’Italia. In questo periodo di
isolamento a causa del Coronavirus, però, siamo tutti in attesa di sapere come
si svolgerà la fase 2 e ci si interroga su cosa fare nel Salento dopo la
quarantena.

Ci abbiamo pensato un po’ e, sperando di poter vivere una bellissima
estate 2020, vogliamo proporti 5 cose che, secondo noi, rappresentano un
autentico patrimonio della nostra terra e che possono svolgersi in totale
sicurezza.

Non parleremo di località note di cui probabilmente avrai già sentito
parlare, magari anche in uno dei nostri articoli in cui consigliamo le migliori spiagge del Salento o i posti da visitare
assolutamente
, ma di posti semplici, piccole attività e momenti speciali che
renderanno unica la tua esperienza salentina. Scopriamole insieme.

 1 – L’alba da Punta Palascìa

Conosciuto da tutti come il punto più a est d’Italia, questo angolo di
paradiso è sicuramente il primo posto da visitare ma, attenzione: all’alba è
davvero uno spettacolo unico. Se il tramonto è alla portata di tutti, seppur
speciale anch’esso, l’alba è per i sognatori, per i coraggiosi, i cuori
solitari. Una meraviglia per gli occhi e per l’anima.

Punta Palascìa, a pochi passi da Otranto, non solo ti farà godere di
una vista mozzafiato, ma ti farà assistere alla prima alba d’Italia. Ti basterà
scendere a piedi dalla provinciale lungo un romantico sentiero scosceso che
pare condurre a picco sul mare; verso la scogliera, tra gli arbusti tipici
della macchia mediterranea, ecco che spunta il faro, un baluardo bianco immerso
nel profondo blu.

2 – Frise, tarallini e prodotti tipici dopo un bagno al mare

Della frisa ti avrà parlato chiunque e in tutte le salse ma forse
nessuno ti ha descritto l’esperienza di gustare una buona frisa subito dopo il
mare, magari quando si è ancora in spiaggia o seduti sulla scogliera. Un
piccolo spuntino vista mare ma vissuto lento e senza fretta.

La frisa non è solo un semplice alimento tipico della nostra terra ma
qualcosa da condividere, un pasto che parla di sole e mare, perfetto da
assaporare prima ancora di sciacquarsi di dosso l’acqua salata del Salento,
insieme ad altre gustose specialità della nostra terra.

Noi questa sensazione la conosciamo bene, per questo abbiamo deciso di
inserire durante le nostre escursioni in barca tra Ionio e Adriatico una pausa
per un ricco aperitivo vista mare, a base di prodotti tipici della nostra
terra, tarallini e stuzzicherie che impreziosiranno il suggestivo momento
dell’incontro dei due mari.

E allora di grano duro o di orzo, semplice con olio, sale e pomodoro o
accompagnata con tonno, acciughe e capperi, a te la scelta. Ognuno “sponzi” la sua frisa e sgranocchi i suoi snack preferiti.

3 – Girovagare nel centro storico di Lecce

Centro storico di Lecce – Salento

La capitale del Salento e del barocco del sud. È Lecce, conosciuta da chiunque per Piazza Duomo, la Basilica di Santa Croce, Piazza Sant’Oronzo. Dopo aver visitato queste meraviglie, però, prendi la prima viuzza del centro storico che ti capita davanti, chiudi per un attimo la guida che hai tra le mani, spegni internet.

Perditi in un silenzioso e romantico girovagare tra i balconi, le corti nascoste e gli angoli che non troverai descritti da nessuna parte. L’essenza di Lecce è lì, da scoprire e da vivere.

4 – Un tuffo a Torre Uluzzu

Dopo averti consigliato il litorale adriatico nel primo punto di questa
breve lista, è giunto il momento di parlare del versante ionico, rinomato per
le sue spiagge di dorata sabbia finissima.

Diverso dal contesto appena descritto, però, è lo scenario di Torre
Uluzzu, che fa parte del Parco Naturale di Porto Selvaggio, una torre costiera
a picco sul mare che si affaccia su una scogliera lunga e frastagliata.

Le migliori spiagge del Salento (Foto di Paolo Damiano Dolce)

Da qui, percorrendo una stradina un po’ impervia, si arriva al mare per
godere delle sue acque fresche e cristalline che caratterizzano questo piccolo
angolo di paradiso incontaminato, non troppo caotico e capace di far innamorare
chiunque lo vada a visitare anche solo una volta. Provare per credere!

5 – Un viaggio sui treni delle Ferrovie Sud-Est

È un consiglio insolito, probabilmente, ma fidati, ne vale veramente la
pena. A meno che tu non sia un pendolare costretto a viaggiare quotidianamente
sui treni che attraversano il Salento, ovviamente.

Abbandona per un giorno i ritmi frenetici di auotomobili, Frecciarossa,
aerei e tuffati in un’esperienza suggestiva sui binari di un treno dal fascino
retrò che ti farà vivere una terra unica, a spasso tra muretti a secco e
pajare, tra il rosso della campagna e l’azzurro intenso del mare.

Goditi un viaggio in treno senza meta, spegni il cellulare se non per concederti qualche foto e respira a pieni polmoni la vera essenza del Salento.V


Vuoi vivere un’esperienza indimenticabile tra Ionio e Adriatico alla scoperta delle grotte e delle meraviglie delle coste salentine, a bordo di una barca super accessoriata e confortevole? Clicca sul pulsante WhatsApp in basso a sinistra e contattaci subito per prenotare il tuo posto o qualsiasi altra informazione!